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venerdì 19 giugno 2015

Professor X - parte III

Infilai disordinatamente tutto in borsa, stavolta senza seguire un ordine preciso, volevo solo andare via, risposi alle sue parole distrattamente “A me non piacciano, non si preoccupi. Arrivederci” mi voltai e andai via.
La mia amica aveva assistito alla scena e non aspettava altro che commentare l’accaduto. Mi accompagnò fuori dall’aula senza dire una parola, ma quando fummo da sole giurò di aver visto il professore seguirmi con lo sguardo.
“ Nà, mi sa che hai fatto colpo! Hai visto come ti guardava? Ti ha continuato a guardare fino a quando non sei uscita.”
Probabilmente se fossi stata un altro tipo di ragazza la cosa mi avrebbe lusingata, ma in quel momento non mi sentivo affatto lusingata.
Il giorno dopo mi attendevano altre due ore di lezione, giurai che sarei stata invisibile e che l’imbarazzo che avevo provato il primo giorno di lezione non si sarebbe mai più ripetuto.
Di buon ora mi alzai, feci colazione, poi come tutte le mattine una doccia veloce e di corsa a lezione.
Arrivai in aula che era ancora deserta, ma a differenza del giorno prima, presi posto in uno dei banchi che si trovava quasi in cima alla gradinata. Era la prima volta che non sedevo ai primi banchi, ma se volevo essere invisibile agli occhi del professor X dovevo sedere in un posto lontano dalla cattedra, in un’aula di trecento studenti in alto non mi avrebbe scorta.
Pian piano l’aula si riempì, il suo corso era uno dei cosiddetti “fondamentali” della mia facoltà, così era seguito da centinaia di persone ogni anno.
La mia amica rimase sorpresa di vedermi seduta così lontano dalla cattedra, la invitai a sedere altrove, non volevo che la mia scelta penalizzasse le sue lezioni, le affidai il mio registratore e rimasi dov’ero, mentre il professor X entrò in aula dal lato opposto.
L’aula aveva la disposizione di una sala del cinema, lunghe gradinate ricoperte di banchi e di studenti ammassati in preda alla sete del sapere. Era praticamente impossibile scorgermi in mezzo a tutta quella gente e mi sentivo pronta per seguire le mie lezioni. Sul banco avevo disposto tutto l’occorrente per seguire al meglio e ogni articolo di cancelleria era pronto a svolgere il suo compito.
Il professor X entrò nell’aula, con il solito sorriso stampato sul viso, sembrava un attore di teatro che porta negli occhi la gioia del debutto. Rivolse uno sguardo verso la giovane platea, poi disse “Ma quanti siete, mamma mia quanti studenti seguono i miei corsi, è incredibile, credetemi siete bellissimi!”
Sorrideva e quelle sue parole per un attimo mi fecero pensare che fosse un ottimo docente entusiasta del suo lavoro. Pensai perfino di aver frainteso il suo comportamento il giorno prima, ma mentre io ero rammaricata per ciò che la mia mente aveva ingiustamente elaborato nei suoi confronti, tornai improvvisamente alla realtà quando sentii pronunciare il mio nome.