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lunedì 29 giugno 2015

Titoli e titolati

Avevo sete di vendetta, volevo dimostrare a quel ragazzo che valevo molto più di quanto lui credesse e così decisi di salire in passarella una seconda volta. Concordai con l'organizzatore la selezione e feci l'errore di lasciargli il mio numero di cellulare, l'appuntamento era in una discoteca molto famosa in città a fine mese. Mancavano quasi tre settimane alla sera in cui avrei potuto avere il mio riscatto, così decisi di rimettermi a dieta per poter reggere la competizione.
Inizia a mangiare sempre di meno, ma niente più sciroppo alla gramigna, lo sostituii con una dose giornaliera abbondante di anticellulite!
Arrivai alla selezione che pesavo meno di 50 kg e per una persona alta più di un metro e settanta forse è davvero poco!
Mi sentivo più sicura di me, avevo raggiunto il peso desiderato, avevo un vestito da sera da sfoggiare e un costume da bagno appena comprato (solo dopo capii che non sarebbe stato necessario, perchè in questo tipo di concorso i costumi da bagno li fornisce lo sponsor).
Con me avevo portato un amica di università, una ragazza un po' strana ma con il debole per la moda e il mondo dello spettacolo.
Quella sera in discoteca speravo di trovare quel ragazzo che era sparito nuovamente dalla mia vita senza darmi alcuna motivazione e che non aveva mai risposto ai miei messaggi.
Fra tanta gente venuta da tutta la città lui non c'era e per me fu come una doccia fredda nella tranquillità della notte.
A differenza degli altri concorsi questo era molto ambito e di partecipanti ce ne erano davvero tante. Mi sentivo terribilmente a disaggio, avevo intorno a me delle ragazze bellissime, tutte molto preparate, avevano frequentato corsi di dizione, di recitazione, di portamento, sapevano ballare, cantare e sfilare... mi sentivo goffa nel mio costume intero sebbene fossi stata truccata e pettinata da parrucchieri esperti partners della manifestazione.
Riuscii appena a camminare sul famiggerato tappeto rosso, ma lo feci per la maggior parte del tempo a testa bassa, un po' perchè non mi sentivo all'altezza della competizione, un po' perchè ero terribilmente triste.
Niente riuscì a risollevare il mio umore, nemmeno l'essere arrivata senza alcuna partecipazione emotiva fra le prime 10 classificate.
La mia amica al contrario era perfettamente a suo agio e non mancò di cogliere le attenzione di quell'uomo che aveva insistito affinchè partecipassi alla competizione.
Col tempo seppi che diventò la sua fidanzata per un breve periodo e questo le valse il titolo del concorso a livello regionale.
Quella sera capii che ero stata una stupida a salire su quel palco e che forse era il caso di voltare pagina.
Non so se qualcuno di voi ha mai partecipato a un concorso di bellezza, è un po' come una catena di Sant'Antonio, è un continuo peregrinare da un luogo all'altro, da una selezione all'altra. Ne fai una e sei obbligata a farne altre, gli organizzatori devono garantire uno spettacolo completo ai locali  e alle piazze ospitanti la manifestaziomne per cui occorrono una moltitudine di ragazze pronte a mostrare in pubblico le proprie abilità incuranti delle numerose critiche che arrivano da tutti i fronti.
Dopo quella sera avevo deciso di chiudere con i conconrsi di bellezza eppure non mi rendevo conto che non sarebbe stato così facile come pensavo.
L'organizzatore aveva il mio numero di telefono, il mio indirizzo, la mia scheda e sapeva ormai tutto di me.
Iniziò a chiamarmi a tutte le ore invitandomi ad altre selezioni e ad altri eventi. Declinai ogni suo invito, così le chiamate divennero sempre più frequenti e sempre più lusighiere.
Arrivai a essere ammessa alle selezioni regionali senza aver mai superato le provinciali, mi chiamò addirittura sul numero di telefono di mia nonna, come lo avesse ottenuto resta ancora un mistero per me, poi non ricevendo alcun riscontro positivo divenne sempre più esplicito.
Iniziai a trovarlo sottocasa, si presentava come se fosse capitato lì per caso, ma sapevo bene che conosceva ormai gli orari delle mie lezioni e sapeva bene quando e come tornavo a casa.
Mi fece svariate dichiarazioni d'amore, cercò di farmi dei regali, per non contare tutti i mazzi di fiori... poi forse esasperato per il fallimento continuo delle sue imprese mi illuminò su quella che sarebbe stata la mia carriera artistica se solo avessi scelto di diventare una delle sue "fidanzate" e infine mi parlò della mia amica, di quella ragazza con cui andavo all'università e che aveva scelto di fare con me la prima selezione del concorso.
Quel teatrino andò avanti per più di un anno, poi pian piano le telefonate si diradarono e anche i pedinamenti diminuirono, fino a quando quel piccolo uomo investito da un grande potere si arrese e rivolse la sua attenzione su altre ragazze più giovani, più belle e soprattutto più disponibili. Non vidi più la mia amica all'università, la incontrai solo molti anni dopo per le vie di Roma, quando ormai era diventata una nota showgirl, fece finta di non conoscermi e io feci altrettanto... capisco bene che non le erano più necessari i miei appunti o la mia compagnia, ormai era una donna ricca e potente, mentre io e i miei sani principi abbiamo continuato e continuiamo a vivere una vita normale ricopendro un ruolo anonimo in una società corrotta.