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venerdì 17 luglio 2015

Clienti "potenti"

Non pensavo che anche per rivolgersi a un'agenzia interinale ci fosse bisogno di una raccomandazione, ma l'Italia non finisce mai di stupirmi!
Rimasi a lavorare in quel negozio per il periodo concordato, poi a contratto scaduta la persona che avevo sostituito rientrò e per me non ci fu più posto, così riprese la mia ricerca d'impiego.
Non andai più nelle agenzie interinali, ormai sapevo che era inutile, così stampai centinaia di curricula e ricominciai a distribuirli in giro per la città, ma come ho detto prima l'Italia è piena di sorprese, così eccone un'altra già pronta.
Sebbene ci fossero decine e decine di boutique nessuno mi chiamava, insistevo, chiedevo, ma niente...
Un giorno capitai in un negozio di periferia in cui alla cassa trovai una donna dall'accento nordico. La Signora mi guardò dall'alto in basso, prese il mio Cv e non disse nulla. Andai via convina di aver sprecato altro temo, ma quando ero sull'autobus squillò il telefono, risposi era proprio quella donna. Si presentò e senza preamboli mi disse di recarmii in centro l'indomani per iniziare a fare una prova in una delle boutique del gruppo.
Ero emozionata e felice, sentivo che finalmente le porte della fortuna iniziavano ad aprirsi e andai.
Mi spiegò il tipo di lavoro, sarei stata la seconda cassiera in un elegante negozio per sole donne, poi mi fornì una divisa e mi suggerì di tenere sempre i capelli acconciati, un trucco sobrio e bigiotteria poco vistosa.
Sarei stata davvero al settimo cielo se non avessi avuto come colleghe delle vere arpie.
Quando il giorno seguente quella donna dall'aria austera non era più a vigilare sul buon funzionamento del negozio le mie colleghe si dimostrarono per quello che erano: stronze!
Mi informarono che non era normale la mia assunzione che non era in quel modo che funzionavano le cose. Mi dissero che avevo avuto un privilegio perchè avevo avuto "il culo" (usarono proprio questa espressione) di consegnare il curriculum proprio nelle mani di una manager aziendale venuta in città dalla sede centrale per visionare le nuove candidate. Mi spiegarono che nelle boutique del centro della città si entra solo per conoscenza e che le dipendenti sono tutte parenti o amiche di chi da anni ricopre quel posto di lavoro. In poche parole anche fare la semplice commessa o cassiera in centro è impossibile, i posti di lavoro sono tramandati, bisogna ereditare il posto o pagarlo, altrimenti non avrai occasione di avere l'impiego e se lo avrai, sicuramente le tue colleghe saranno ostili fino a indurti alle dimissioni...
Io durai 1 anno e mezzo, poi me ne andai!
La direttrice non era cattiva, ma non aveva in realtà un effettivo potere, era stata sopraffatta da quelle arpie che decidevano chi e come farti fuori.
Erano in tre, una più malefica dell'altra, una più repressa dell'altra.
Ma cosa volevano da me?
Erano semplicemente invidiose che ero riuscita ad aver un posto di seconda cassiera senza passare sotto i loro episodi di nonnismo, così iniziarono a inventare delle regole he erano valide solo per me. Non ricordo di essere mai riuscita ad andare a pranzo a un orario decente, non ricordo di aver passato una giornata serena in loro compagnia o di aver anche solo pensato di riposare qualche istante durante la lunga giornata di lavoro.
Restavo in piedi 8 ore al giorno, non potevo neppure appoggiarmi da qualche parte quando non c'erano clienti, avevo costantemente le gambe gonfie e i nervi a fior di pelle. Mi piaceva quel lavoro, ma non l'ambiente in cui ero chiamata a svolgerlo.
Più quelle perfide donne si scagliavano contro di me più io cercavo d restare indifferente sebbene dentro ero come un vulcano, pronto a esplodere e a eruttare tutto il mio odio nei loro confronti, ma non lo feci mai, un po' perchè non rientra nel mio carattere un po' perchè non volevo dare loro la soddisfazione di vedermi esasperata.
Fra i clienti della boutique c'erano personaggi famosi e meno famosi del mondo della televisione, della politica e dello spettacolo.
Ricordo una donna, non dimenticherò mai il suo nome, faceva parte del mondo del cinema, ma non era un'attrice, era una donna molto importante perchè aveva un ruolo importante, ma era terribilmente indisponente e perfida. Non ricordo mai i aver parlato con lei perchè non ha mai avuto l'educazione di farlo. Entrava nel negozio e ignorava me e i mei saluti, la Direttrice mi disse un giorno che aveva chiesto espressamente di non essere mai servita da me perchè a pelle le stavo antipatica. Non capii perchè non avevo mai fatto nulla per guadagnarmi la sua antipatia, ma a Direttrice mi spiegò che era una donna molto superba abituata a giudicare tutti senza conoscere nessuno, mi disse di non far caso alla cosa e in realtà non badai più alla sua presenza ogni volta che varcava si presentava a caccia di un abito che per quanto fosse brutta non penso le risolvesse alcun problema.