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venerdì 10 luglio 2015

Il Signor A - parte seconda

Avevo quasi finito di affettare anche l'ultima pagnotta di pane quando all'improvviso il Signor A entrò in cucina. Non disse nulla, ma mi sentivo osservata, all'improvviso una voce chiese "Chi ti ha allacciato il grembiule?"
Non feci in tempo a girarmi che lui era alle mie spalle, si avvicinò al punto tale che sentii che aveva un "problema" che io non ero interessata a risolvere!
Mi cinse velocemente la vita e sciolse il grembiule, poi si scostò e lo allacciò sulla schiena, rimasi impietrita mentre lui si accorse del mio vistoso imbarazzo.
Non dissi nulla, ma ero turbata, lui lasciò la cucina e io ripresi a tagliare il pane.
Lavorai tutta la sera in silenzio, ma non avevo più la stessa espressione sul viso. Lui continuava a fissarmi e io non reggevo più il suo sguardo. Lo sorpresi a sniffare cocaina quando mi recai nel retro per prendere una bottiglia di vino, ma ancora una volta feci finta di nulla.
Alla fine della serata lo raggiunsi nella solita saletta, ma ero molto nervosa. Non era stupido e sapeva bene che non mi avrebbe più rivista, si comportò con disinvoltura, mi pagò 10 euro l'ora, poi dopo aver contato le banconote da darmi, arrontondò a 100 euro il mio conpenso giustificandolo con l'intezione di voler premiare un lavoro svolto bene. Li presi senza dire nulla. Scesi di corsa in cantina, mi cambiai velocemente, avevo il cuore in gola, poi risalii in tutta fretta le scale e in un attimo uscii da quel lussuoso ristorante in cui giurai di non mettere  più piede.
Tornai a casa dopo la mezzanotte e vista l'ora mio fratello era venuto a prendermi, ma non gli raccontai nulla di quello che era accaduto, volevo dimenticare quell'ennesima triste vicenda.
L'indomani ricevetti una telefonata, era il Signor A, con tono di voce languido mi chiese "Nadia, ti va di venire a lavorare?"
L'impostazione della domanda e il suo tono di voce erano chiari, ora sapevo come mai quel posto di lavoro così ben retribuito era ancora disponibile.
Rifiutai la sua offerta dicendo "Mi dispiace Signor A, io non sono tagliata per questo tipo di lavoro, sono qui per studiare, non per fare altro... Ho bisogno di un lavoro per mantenere gli studi, non ho bisogno di fare la mantenuta!"
Riattaccai senza nemmeno aspettare la risposta, non penso di avere null'altro da sentire da un uomo che non si vergogna dei suoi riprovevoli comportamenti.
Certe volte mi chiedo perchè tutti i porci capitano a me, poi mi guardo intorno e penso che forse il mondo è fatto da una quantità tale di porci investiti da potere che forse è davvero difficile non incontrarne!
Mi sono cimentata nell'attività di blogger per pubblicizzare i miei libri e per cercare di ottenere un minimo di visibilità come scrittrice ma ancora una volta i porci maniaci si fanno avanti...
Ho chiesto l'amicizia a diverse persone, proprio per facilitare la diffusione del mio blog e un uomo mi ha contatta facendo chiare allusioni... è possibile che una donna debba subire sempre e continuamente delle molestie?
Non sono bellissima e non sono una persona che ha comportamenti ambigui, eppure il sol fatto di essere donna mi espone a continue molestie da parte di uomini stupidi che non hanno niente di meglio da fare che importunare le persone. Allo Stato Italiano chiedo delle leggi più aspre che possano arrivare a punire persone del genere, ma se pensiamo che il nostro Parlamento è composto per lo più da uomini e che gran parte di loro molesta donne e ragazzine in virtù di un potere indiscusso e non soggetto a limitazioni, davvero mi resta ben poco da sperare...
L'Italia mi ha fortemente deluso su tutti i fronti, non so se resterò ancora a vivere in questo posto, non penso che in altre nazioni succede quello che accade qui, non penso che in altre nazioni la corruzione sia giunta a livelli così alti mentre le istituzioni restano a guardare questa immensa società che affonda nel più profondo squallore...