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sabato 15 agosto 2015

Tevisione e ancora televisione!

Oggi pensavo a quanto buffa fosse la realtà paragonata alla finzione e a proposito di finzione oggi voglio parlarvi di una trasmissione molto popolare negli anni scorsi, una di quelle che andava in onda in prima serata su una delle reti ammiraglie.
Si trattava di uno show esilarante dove poteva accadere di tutto e dove la realtà troppo spesso veniva unita alla finzione.
Feci il casting per partecipare in una determinata categoria e  con mia grossa sorpresa fui scelta.
Il programma televisivo era un midley di tutto ciò che accadeva in tre giornate di registrazione. Praticamente lo show prendeva inizio e da quel momento tutto quello che accadeva veniva registrato, erano circa 15 ore di programma …  Naturalmente non sarebbe mai andato in onda per intero, il regista avrebbe fatto gli opportuni tagli effettuando un montaggio perfetto e regalando al pubblico da casa due ore abbondanti di divertimento.
Mi divertii molto durante quelle tre giornate,  devo ammettere che fu una delle esperienze più divertenti della mia vita.
Purtroppo ogni cosa porta con se un aspetto poco piacevole e ahimè ancora una volta sono qui a condividerlo.
Vi parlavo poco fa di realtà unita alla finzione e come ogni show di successo che si rispetti, la regola è sempre applicata.
Il programma prevedeva la partecipazione di diverse persone alcune delle quali dotate di particolari abilità e ciò sarebbe stato normale, se in realtà dietro un immagine di gente comune non fossero celati tutti una serie di professionisti precedentemente scelti in agenzia.
Questa cosa mi deluse molto perché da telespettatore avevo sempre osannato lo show e credevo nella veridicità e genuinità della cosa, ma ovviamente mi sbagliavo.
Un solito gruppo di raccomandati prendeva le posizioni più autorevoli nel programma e mentre la gente comune occupava le sedie vuote i soggetti in questioni godevano di favori e sorrisi gratis.
Più volte fui sul punto di andare via, ma resistetti per il sol gusto di andare fino in fondo, non mi sono mai tirata indietro nella vita e non sarebbe stato uno stupido finto show a segnare sul mio volto l’espressione della rassegnazione.
Ricordo i conduttori del programma: uno acuto osservato , l’altro vistosamente depravato e non solo…
Si presentarono sin dal primo giorno come persone normali, si unirono a noi e fecero di tutto per metterci a nostro agio. L’acuto osservatore volgeva lo sguardo languido su ogni singola scollatura e su ogni coscia scoperta avvolta in quella che lui stesso definì uno strumento di erezione e perdizione…
Il depravato durante le riprese era divertente e sorridente, ma a telecamere spente era drogato in modo imbarazzante e spudorato in modo molto poco elegante.
Le sue attenzioni erano rivolte a entrambi i sessi e tra una pista di coca e l’altra, fatte in estrema tranquillità dietro le quinte, ma comunque in spazi accessibili a tutti, si preoccupava di distribuire lusinghe e complimenti invitando chiunque a unirsi a lui nel dopo show…
Il regista non era da meno… un uomo viscido e dall’aspetto poco curato, quel giorno capii perché durante il programma le inquadrature finivano spesso su scollature e spacchi di ogni genere… ora che ci penso l’aria in effetti quel giorno diventò forse un po’ troppo pesante!
Fui invitata come il resto del gruppo femminile a seguire una figura un po’ ambigua in una sala da ballo,  il pretesto era la ricerca di volontari per realizzare  un fantomatico balletto.
Quando anche l’ultima presenza femminile aveva preso posto nella stanza interamente rivestita di specchi un uomo seduto a una seggiola come se fosse  il più severo dei giudici disse “Bene chi ha la gonna alzi la gonna, chi ha i pantaloni li abbassi, oggi voglio vedere culi, solo bei culi!” poi ridendo aggiunse “mi servono!”
Rimasi sconcertata, il gruppetto di collaboratori (tutti maschi) al suo seguito commentò e sorrise dell’accaduto, ma tutti ansiosi aspettavano che tutte quelle donne di età diverse, ma tutte ugualmente desiderabili mettessero in mostra la mercanzia.
Fui l’unica a uscire dalla sala disgustata, mentre il rumore delle braghe calate dalle mie colleghe faceva da sottofondo a quella scena in cui difesi a spada tratta la mia dignità.
L’uomo non si scompose vedendomi uscire, anzi prima che raggiungessi l’uscita sentii il nuovo ordine “Bene dopo di che inarcate. Quando sarete tutte in posizione passerò fra voi per osservare  meglio tutto  questo ben di Dio”
Mentre mi affrettavo a percorrere i lunghi corridoi che mi separavano dall’uscita mi sentivo terribilmente in imbarazzo. Mi voltai indietro per vedere se qualcun’altra mi avesse seguito e con triste meraviglia mi accorsi che ero sola, nessun’altra ragazza o donna aveva rinunciato ad avere il proprio momento di gloria sebbene un’inquadratura costasse la propria dignità…
Avevo già preso il capotto quando una ragazza della produzione mi raggiunse e si scusò per l’accaduto, mi invitò a restare e a terminare il programma, le dissi che non sarei rimasta con il  sedere all’aria né per il regista né per nessun altro, mi accordò quella condizione così entrai a pieno titolo nello show rifiutando compromessi e scegliendo di essere come sempre me stessa…
Le ragazze e le donne che erano con me quel giorno si esibirono in un ballo/spogliarello tratto dal popolarissimo  film “Full Monty”, io feci solo quello che più di ogni altra cosa sapevo fare: parlare …