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mercoledì 9 settembre 2015

Ancora Poste italiane...

Nello scorso articolo ho parlato di Poste italiane e mi ero rispomessa di non trattare più l'argomento, ma non resisto... gli aneddoti al riguardo sono tanti e proprio ieri una ragazzina è venuta a consegnarmi la posta, le ho spiegato che alcune lettere non erano mie e lei per tutta risposta è uscita e le ha buttate comunque nella mia cassetta...
Non volevo raccontare una delle vicende più incresciose di Poste italiane, ma adesso lo farò...
Era sempre il 2012, Poste italiane mi aveva contattato, poi aveva ritrattato la convocazione per assumere due raccomandati (i due di cui vi ho già parlato nell'articolo precedente).
Dopo qualche settimana che avevo ricevuto la famosa telefonata che annunciava una mia imminente assunzione trimestrale (non andata poi a buon fine), ho deciso di chiamare la sede centrale della mia regione e un funzionario mi ha illuminato...
Era un giorno come tanti e me ne stavo senza far nulla in attesa di una nuova telefonata di Poste italiane che tardava ad arrivare, così ho deciso di trovare su internet il recapito telefonico della sede centrale regionale e di chiedere delucidazioni sul precedente contatto.
Trovai il numero e chiamai, dopo svariati minuti di attesa qualcuno si degnò di rispondere al telefono. Era la voce di un uomo, suppongo un po' più avanti con gli anni, parlava un italiano davvero difficile da comprendere alternando termini prettamente dialettali.
Non mi scoraggiai e raccontai quello che era accaduto e l'importanza che io avevo dato a quella telefonata che per me rappresentava una svolta per il futuro.
L'uomo mi ascoltò pazientemente e quando terminai il mio racconto mi disse (in una lingua tutta sua, metà italiano, metà dialetto) "Signorina, io capisco che vi hanno chiamato, ma voi una raccomandazione l'avete? Purtroppo signorina mia qui funziona che chi più conosce più lavora..."
Rimasi sconcertata, avevo sempre sospettato che il meccanismo delle assunzioni fosse quello, ma non ero preparata a una così plateale ammissione da parte di uno dei funzionari. Risposi timidamente che non avevo raccomandazioni e che però avevo tutti i requisiti per ottenere quel posto di lavoro.
L'uomo cercò di essere ancora più chiaro e senza preamboli disse " Signorina, io vi consiglio di trovarvi una bella raccomandazione se volete lavorare alle poste, altrimenti è inutile che chiamate, sapete quante telefonate arrivano ogni giorno in questi uffici di gente più o meno conosciuta? Secondo voi, assumono quelli che non conosce nessuno o quelli che hanno una buona presentazione?"
Dopo quelle parole non seppi più replicare, riattacai senza battere ciglio.
Sono passati 3 anni da quel giorno, ho risposto a decine di nuove inserzioni di Poste Italiane, ho inviato centinaia di curricula alle sedi centrali di tutta Italia e ho compilato innumerevoli volte il forum online, ma mai una chiamata, mai una risposta, eppure vedo gente di tutti i tipi ricoprire i posti negli uffici postali o consegnare corrispondenza, sono per la maggior parte persone incompetenti, persone senza specializzazioni e senza cultura, ma con un unico denominatore comune: la buona e sana raccomandazione che piace alle istituzioni italiane.
Conosco mamme che  sono andate a letto con dirigenti per assicurare un impiego di postino al proprio figlio, conosco mamme che hanno attraversato mezza Italia per "darla" a chi potesse assicurare un posto di lavoro al proprio figlio ignorante con un diploma preso a stento leccando i soliti culi dei soliti professori... 
Alla luce dei miei racconti e delle vostre esperienze (fate mente locale e ricorderete senz'altro di aver vissuto esperienze di inefficienza amministrativa negli uffici di Poste italiane), secondo voi perchè questa società sta fallendo?
La meritocrazia è un'utopia nel nostro paese e l'Italia intera sta fallendo: Poste italiane è un esempio!