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domenica 14 febbraio 2016

I senatori assenteisti

Sebbene Google abbia bloccato il mio profilo, non ho ancora  trasferito il mio blog, così mi ritrovo qui a scrivere di una faccenda a dir poco incresciosa: i senatori assenteisti.
Come pensiamo di uscire dalla crisi se le istituzioni sono i veri traditori della patria.
La mancanza di senso civico da parte delle persone che ricoprono ruoli di potere ha portato la nostra nazione al tracollo finanziario e mentre navighiamo in acque terribilmente torbide le nostre ancore di salvezza restano un branco di ladri affamati di soldi e di potere.
Lavorano solo quattro giorni a settimana, se di lavoro si può parlare, godono di privilegi per sé e per la propria famiglia, per amanti, amici e conoscenti. Questo inutile carrozzone che alimenta il paese dei balocchi costa agli italiani milioni di euro al mese e mentre la povera gente annaspa per arrivare a fine mese la band degli incravattati si diverte a 'suonare il piano' in un aula di senato vuota anche in vista di votazioni importanti per il futuro del paese.
Se l'impiegato che andava a timbrare il cartellino in mutande è stato licenziato, mi chiedo come mai ai senatori assenteisti non viene riservato lo stesso trattamento. In un paese in cui la Costituzione esorta alla legalità e sancisce l'uguaglianza fra le  persone  come si può non adottare lo stesso trattamento in merito alla violazione palese di un obbligo lavorativo?
I senatori hanno un obbligo nei confronti della nazione e ancor di più nei confronti degli elettori, non è pensabile che siano costantemente assenti  dal senato e che continuino a percepire stipendio e indennità grazie alla falsificazione delle presenze.
La vergogna che sta ricoprendo l'Italia su tutti i fronti è davvero insopportabile, restare in silenzio a guardare significa essere complici di un comandante che non riesce a governare la sua nave.
Stiamo affondando, come un moderno Titanic stiamo finendo sul fondo dell'oceano, ma quello che ci sta sovrastando non è un quantitativo indefinito di acqua, ma di merda!
Volevo chiudere l'articolo con una meravigliosa riflessione che qualche giorno fa ha attirato la mia attenzione   sul web: "Secondo il nostro capo del governo la disoccupazione è diminuita, mentre secondo studi approfonditi di settore l'occupazione non è aumentata, quindi è aumentato il numero dei dispersi?"