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mercoledì 6 luglio 2016

Il padre del ministro Alfano raccomanda 80 persone a Poste Italiane

E' di ieri la notizia delle famose intercettazioni telefoniche che vedono protagonista il padre del Ministro Alfano. Per chi non lo sapesse Angelino Alfano è stato ed è Ministro dell'Interno prima nel governo Letta e ora nel governo Renzi. Dal 2008 al 2011 è stato inoltre Ministro della giustizia nel governo Berlusconi!
Già in passato si era parlato della compravendita di esami universitari da parte di Alessandro Alfano, fratello del Ministro, che grazie a questo insolito commercio era riuscito a ottenere una laurea triennale in Economia e Commercio, naturalmente utile per ottenere la nomina di segretario generale di Unioncamere Sicilia e di segretario generale della Camera di Commercio  di Trapani. 
Grazie a una lettera anonima in cui era stata predetta la vincita del concorso, sottolineando la mancanza di uno dei requisiti necessari per assumere la prestigiosa carica, Alessandro Alfano era stato costretto a dimettersi, ma nel 2013 aveva comunque trovato collocazione in Poste Italiane, dove fa subito carriera grazie all'aiuto di Raffaele Pizza, arrestato nell'operazione anticorruzione di ieri, fratello di Giuseppe Pizza, ex sottosegretario del governo Berlusconi.
Torniamo però agli 80 curriculum che il padre del Ministro dell'Interno ha inviato per far assumere altrettante persone in Poste Italiane!
Il fatto quotidiano riporta interamente i dialoghi dei protagonisti della vicenda e le indagate senza mezzi termini fanno nomi e citano situazioni.
Di seguito un'estratto di quello che potete trovare sul sito www.ilfattoquotidiano.it 
A colloquio sono Marzia Capaccio, indagata, segretaria di Raffaele Pizza, arrestato dalla Guardia di Finanza, e un’altra persona, Elisabetta C.
CAPACCIO: “Io ti ho spiegato cosa ci ha fatto a noi Angelino…”
ELISABETTA: “e… lo so… lo so… lo so…”.
CAPACCIO: “cioè noi gli abbiamo sistemato la famiglia… questo doveva fare una cosa…. la sera prima… mi ha chiamato suo padre…mi ha mandato ottanta curriculum… ottanta….”.

ELISABETTA: “aiuto… aiuto…”.

CAPACCIO: “ottanta… e dicendomi… non ti preoccupare…. tu buttali dentro… la situazione la gestiamo noi… e il fratello comunque è un funzionario di Poste… anzi è un amministratore delegato di Poste…”.

ELISABETTA: “si… si… lo so… lo so…”.
CAPACCIO: “e questo è un danno che ha fatto il mio capo (ndr. Pizza)… io lo sputerei in faccia solo per questo…”.
ELISABETTA: “vabbè… tanto ce ne sono tanti Marzia… è inutile dirsi… questo è il sistema purtroppo…”.
CAPACCIO: “sì ma io l’avevo già capito che questo guardava solo ai cazzi suoi… glielo avevo già detto… io a differenza tua non mi faccio coinvolgere più di tanto, perché cerco di razionalizzare un attimo di più e di valutare le persone che ho davanti… cosa che il mio capo… purtroppo in alcune circostanze nonostante la sua esperienza non è in grado di fare”.
Come reagirà il governo Renzi a questa ennesima vergogna? 
Non aspettatevi troppo, altrimenti resterete Delusi! Non dimentichiamo le vicende legate al padre del Premier e quelle che hanno visto protagonista la ministra Boschi (ancora in carica) e la sua famiglia!
Purtroppo siamo in Italia non in Svezia dove nel 1995 la leader dei socialdemocratiti Mona Sahlin si dimise per aver pagato con la carta di credito destinata alle spese di servizio due confezioni di Toblerone, il famoso cioccolato svizzero. 
Di esempi di manifesta dignità umana e politica ce ne sono a decine nel mondo: ricordate nel 2009 il caso della laburista Jacqui Smith che lasciò il suo incarico per aver pagato con soldi pubblici inglesi quattro film della pay-per-view o quello del deputato neyorkese, Chris Lee, che, da uomo sposato e padre di famiglia, si dimise per aver pubblicato su internet una foto a torso nudo per attirare l'attenzione di una ragazza?
Potrei andare avanti per ore citando nomi e personaggi pubblici che hanno saputo riconoscere i propri sbagli e assumersi le responsabilità dei propri errori, ma mi fermo, perché non ho più parole per esprimere il mio profondo rammarico per essere cittadina di un paese in cui la classe politica al potere non ha rispetto per il popolo!
A giorni alterni i telegiornali parlano di diminuzione del tasso di disoccupazione e di ripresa economica, entrambe situazioni utopiche nel nostro paese.
La precarietà a quanto pare finisce per chi fa parte di una ristretta cerchia di eletti, persone che hanno cioè legami parenterali, amicali o semplicemente clientelari con uomini e donne di potere, mentre chi ha sudato il proprio titolo di studi e la propria professionalità resta a casa ad accettare l'elemosina di un genitore anziano ancora disposto ad aiutarlo.
Vergogna Italia, vergogna classe politica al potere, vergogna governo illegittimo di un paese forse troppo stupido per voltare pagina!
Io con laurea vecchio ordinamento in economia, master in marketing, stage bancario, tirocinio commercialista e revisore contabile resto a casa disoccupata, mai una chiamata in Poste Italiane, nemmeno come portalettere, mai nulla per me, Alessandro Alfano con un trascorso discutibile e una laurea triennale ancora più chiacchierata ai vertici di una partecipata statale... questa è l'Italia!